Checklist di sicurezza per PrestaShop nel 2026
Venti controlli che coprono la maggior parte degli attacchi reali ai negozi PrestaShop. Stampala e ripassala ogni trimestre.
La maggior parte dei negozi violati che vediamo non è stata vittima di un attacco sofisticato, ma di qualcosa che non veniva aggiornato da mesi o di una password riutilizzata. Questa è la lista che ripassiamo con i nostri clienti.
Software
- PrestaShop in una versione supportata e con le patch di sicurezza applicate.
- PHP in una versione con supporto di sicurezza.
- Moduli aggiornati, soprattutto quelli che espongono controller pubblici (pagamenti, importatori, moduli di contatto).
- Moduli che non usi: disinstallati e cartella eliminata. Un modulo disattivato ha ancora i suoi file accessibili.
Back office
- Cartella di amministrazione con un nome non ovvio (PrestaShop la rinomina durante l'installazione; non cambiarla in «admin»).
- Autenticazione a due fattori per tutti i dipendenti.
- Un utente per persona, con il profilo minimo necessario. Niente account condivisi.
- Password lunghe e uniche, in un gestore di password.
- Blocco dopo tentativi falliti.
Server e file
- HTTPS su tutto il sito.
- Permessi corretti: 755 per le cartelle, 644 per i file; niente in 777.
- Esecuzione di PHP bloccata nelle cartelle di upload (
upload/,img/,download/). - Niente file di backup, dump SQL né ZIP nella root pubblica.
- Modalità debug disattivata.
Backup
- Backup giornalieri di database e file, fuori dal server.
- Almeno un ripristino di prova all'anno: un backup mai provato non è un backup.
Monitoraggio
- Avviso quando cambiano file del core o compaiono nuovi
.php. - Revisione periodica di dipendenti, chiavi del Webservice e integrazioni attive.
- Firewall applicativo (WAF) e limitazione dei bot.