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Saldi e sconti con la Direttiva Omnibus: come annunciare un prezzo scontato senza rischiare una sanzione

Con la Direttiva Omnibus, ogni sconto deve essere confrontato con il prezzo più basso dei 30 giorni precedenti. Ti spieghiamo come applicarla, con esempi, e gli errori che causano più sanzioni in campagne come il Black Friday.

Jesús Meilán
Updated: 01/10/2026 240
Saldi e sconti con la Direttiva Omnibus: come annunciare un prezzo scontato senza rischiare una sanzione
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Annunciare un «−30 %» è uno degli strumenti commerciali più efficaci che esistano. Per questo è anche uno dei più controllati. Con la Direttiva Omnibus (Direttiva (UE) 2019/2161), il prezzo con cui confronti uno sconto non può essere quello che scegli tu: deve essere il prezzo più basso che hai applicato nei 30 giorni precedenti la riduzione.

In Spagna la regola si trova nell'articolo 20 della Ley 7/1996, de Ordenación del Comercio Minorista (la legge spagnola sul commercio al dettaglio), nella formulazione introdotta dal Real Decreto-ley 24/2021.

La regola in una frase

In ogni annuncio di riduzione di prezzo deve comparire il prezzo precedente, e quel prezzo precedente è il più basso che hai applicato allo stesso prodotto nei 30 giorni prima della riduzione.

E la Corte di giustizia dell'UE lo ha chiarito nel 2024 (causa C-330/23, Aldi Süd): anche la percentuale di sconto o qualsiasi messaggio del tipo «prezzo più basso» deve essere calcolato su quel prezzo precedente, non su un altro prezzo di riferimento.

Un esempio che mostra il problema

DataPrezzoCosa succede
1 ottobre79 €Prezzo abituale
10 ottobre59 €Offerta di una settimana
17 ottobre79 €Torna al prezzo abituale
1 novembre55 €Si annuncia lo sconto

Il 1° novembre, il prezzo più basso dei 30 giorni precedenti è 59 €, non 79 €. La cosa corretta è barrare 59 € e annunciare uno sconto del 7 %, non del 30 %. Annunciare «prima 79 €, −30 %» è esattamente la pratica che la norma vuole impedire.

Riduzioni progressive

Se un prodotto scende di prezzo in modo graduale e senza interruzioni (prima −10 %, poi −20 %, poi −30 %), il prezzo precedente mostrato può restare quello di prima della prima riduzione. La condizione è che la riduzione sia continuativa: se nel frattempo il prezzo risale, si ricomincia da capo.

Cosa non si considera un annuncio di riduzione

Secondo gli orientamenti della Commissione europea su questa norma, in linea di principio non rientrano:

  • I confronti con il prezzo di vendita consigliato dal produttore, purché non siano presentati come una tua riduzione e non ingannino.
  • I messaggi generali sul prezzo («prezzi bassi tutto l'anno»).
  • Le offerte sui volumi del tipo 3×2 o «seconda unità a metà prezzo».
  • I prezzi personalizzati o i vantaggi dei programmi fedeltà.

Ciò non significa che tutto sia lecito: continuano ad applicarsi le regole generali contro le pratiche commerciali ingannevoli. Un «prezzo consigliato» inventato o gonfiato resta ingannevole.

Gli errori che generano più sanzioni

  1. Alzare i prezzi a ottobre per «scontarli» al Black Friday. Con la regola dei 30 giorni, il prezzo di riferimento non è più quello gonfiato… ma se il tuo negozio continua a mostrare il vecchio prezzo barrato, l'annuncio è scorretto.
  2. Lasciare il prezzo barrato automatico del template. Molti temi barrano il prezzo «senza sconto» del prodotto, che non è necessariamente il più basso degli ultimi 30 giorni.
  3. Dimenticare le combinazioni. Ogni taglia o colore con un proprio prezzo ha il proprio storico.
  4. Coupon che continuano a scontare dopo la scadenza. Non è un problema di Omnibus, ma di prezzi sì: in PrestaShop, un coupon applicato a un carrello quando era ancora valido può continuare ad applicarsi se il cliente torna giorni dopo.
  5. Non poter dimostrare nulla. Se un'ispezione chiede il prezzo di tre settimane fa, ti serve uno storico dei prezzi, non la memoria del team.

Come organizzarlo in pratica

  • Salva uno storico giornaliero dei prezzi per prodotto e combinazione, sconti inclusi.
  • Calcola il prezzo precedente in automatico nel momento in cui mostri lo sconto, non a mano in un foglio.
  • Blocca gli sconti scorretti: se il nuovo prezzo non è inferiore al minimo dei 30 giorni, non annunciarlo come sconto (puoi venderlo a quel prezzo, ma senza barrato né percentuale).
  • Controlla etichette e banner: un «−30 %» su un'etichetta di prodotto o su un banner di categoria è anch'esso un annuncio di riduzione.
  • Fai un audit prima di ogni campagna: verificare quali prodotti mostrano il barrato e con quale prezzo ti risparmia dispiaceri.

Un vantaggio che pochi negozi sfruttano

Mostrare lo storico dei prezzi in modo trasparente —un piccolo grafico con l'andamento— genera fiducia. Il cliente vede che il tuo sconto è reale e smette di confrontarti con gli altri in un'altra scheda. Rispettare bene le regole, in questo caso, aiuta anche a vendere.

Questo articolo è informativo e non sostituisce la consulenza legale. In Spagna le norme sul commercio al dettaglio hanno inoltre uno sviluppo a livello di comunità autonome.

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