Navigazione a faccette e SEO: cosa indicizzare e cosa no
I filtri sono indispensabili per il cliente e pericolosi per la SEO. La chiave è decidere quali combinazioni meritano di essere una pagina.
La navigazione a faccette (i filtri per marca, colore, prezzo o caratteristica) è indispensabile in qualsiasi catalogo di medie dimensioni. Il problema è che ogni combinazione di filtri è un URL, e con pochi filtri ne escono già migliaia.
Il criterio: qualcuno lo cerca?
- «Scarpe trail Salomon» ha ricerche → merita una pagina indicizzabile.
- «Scarpe trail Salomon rosse taglia 42 da 80 a 100 €» non ne ha → non va indicizzata.
Strategia pratica
- Per impostazione predefinita, gli URL dei filtri con
noindex, followe canonica verso la categoria. - Per le poche combinazioni con domanda reale, landing page con URL pulito, titolo, descrizione e testo propri. Possono essere sottocategorie o pagine create con un modulo di landing SEO.
- Bloccare in robots.txt i parametri che non portano mai valore (ordinamento, numero di risultati).
- Cambiare il nome di una caratteristica cambia tutti i suoi URL di filtro.
- I nomi dei filtri dipendono dalla lingua: in un negozio multilingua, ogni lingua ha i suoi URL.
- Quando cambi tema o versione, verifica che la struttura dei filtri resti la stessa, oppure reindirizza.
In PrestaShop
Il modulo ufficiale di navigazione a faccette (ps_facetedsearch) costruisce gli URL dei filtri con i nomi dei gruppi e dei valori. Alcune conseguenze: