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Navigazione a faccette e SEO: cosa indicizzare e cosa no

I filtri sono indispensabili per il cliente e pericolosi per la SEO. La chiave è decidere quali combinazioni meritano di essere una pagina.

Jesús Meilán
Updated: 26/09/2026 119
Navigazione a faccette e SEO: cosa indicizzare e cosa no
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La navigazione a faccette (i filtri per marca, colore, prezzo o caratteristica) è indispensabile in qualsiasi catalogo di medie dimensioni. Il problema è che ogni combinazione di filtri è un URL, e con pochi filtri ne escono già migliaia.

Il criterio: qualcuno lo cerca?

  • «Scarpe trail Salomon» ha ricerche → merita una pagina indicizzabile.
  • «Scarpe trail Salomon rosse taglia 42 da 80 a 100 €» non ne ha → non va indicizzata.

Strategia pratica

  1. Per impostazione predefinita, gli URL dei filtri con noindex, follow e canonica verso la categoria.
  2. Per le poche combinazioni con domanda reale, landing page con URL pulito, titolo, descrizione e testo propri. Possono essere sottocategorie o pagine create con un modulo di landing SEO.
  3. Bloccare in robots.txt i parametri che non portano mai valore (ordinamento, numero di risultati).
  4. In PrestaShop

    Il modulo ufficiale di navigazione a faccette (ps_facetedsearch) costruisce gli URL dei filtri con i nomi dei gruppi e dei valori. Alcune conseguenze:

    • Cambiare il nome di una caratteristica cambia tutti i suoi URL di filtro.
    • I nomi dei filtri dipendono dalla lingua: in un negozio multilingua, ogni lingua ha i suoi URL.
    • Quando cambi tema o versione, verifica che la struttura dei filtri resti la stessa, oppure reindirizza.
    Budget di scansione: nei negozi grandi, se Google spende il suo tempo su milioni di combinazioni di filtri, impiega di più a scoprire i tuoi nuovi prodotti o le tue variazioni di prezzo.
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